Nel centro sportivo di Trigoria prosegue a preparazione della Nazionale in vista dell’Europeo di categoria, che inizierà il 16 giugno in Polonia.
Tra i 23 azzurrini convocati dal ct Di Biagio, figurano anche i big impegnati con la nazionale maggiore Donnarumma, Scuffet, Conti, Pellegrini e Bernardeschi che si uniranno al gruppo lunedi 12. Intanto il giovane difensore del Genoa Davide Biraschi ha raccontato la sua esperienza
«Sto vivendo delle sensazioni bellissime, stare qui è un sogno inaspettato – ha detto il rossoblù -. Mi sento onorato di far parte di questo gruppo, indossare questa maglia non è un punto di arrivo, ma un ulteriore stimolo a fare bene. Ora non mi resta che sperare di far parte dei 23 che andranno in Polonia».
Infine, dopo aver fatto i complimenti alla Nazionale Under 20 per aver conquistato la qualificazione alla semifinale del Mondiale di categoria, Biraschi ha sottolineato come gli Azzurrini abbiano tutte le carte in regola per disputare un grande Europeo: «Abbiamo una rosa competitiva e il solo fatto di farne parte mi rende orgoglioso. Siamo una squadra molto forte».Biraschi nato e cresciuto a Roma analizza poi l’ultima partita di campionato che lo ha visto partecipare all’addio al calcio di Francesco Totti.
«Per me giocare da titolare nell’ultima partita di Totti è stata un’emozione straordinaria. Siamo una famiglia di romanisti, con papà e i miei otto fratelli. Io stesso sono tifoso, lo sanno tutti e come tutti i bambini sono cresciuto con il mito di Totti fin da quando ero piccolo. Avevo quasi le lacrime agli occhi quando è entrato il capitano. Dovevo battere la rimessa laterale e non ho resistito. Ho appoggiato il pallone a terra e mi sono messo ad applaudire pure io. Poi a fine gara gli ho dato una pacca, ovviamente lui era preso da mille altre cose, ma è stato emozionante anche solo toccarlo. Poi sono rimasto a bordo campo a vedere il grande saluto che gli ha tributato lo stadio Olimpico. Mai avrei pensato di farla in campo questa gara. Sono di Spinaceto e fin da piccolo ho frequentato lo stadio Olimpico per seguire la Roma. Poi giocando a calcio non avevo spesso il tempo per seguirla dal vivo, ma appena avevo un attimo andavo. durante la partita c’è stata l’occasione e sono andato in contrasto. Ecco, non ho messo proprio tutta la forza. Ho avuto quasi un flash, mi è passata davanti tutta la sua carriera. Diciamo che non gli potevo far male all’ultima partita, non poteva uscire zoppicando. Poi è chiaro che quando scendo in campo il tifo rimane fuori dal rettangolo verde e non guardo in faccio a nessuno e gioco per la mia squadra».
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