I castelli

Da sempre simbolo del potere ma anche di miti, la Polonia presenta almeno 10 castelli degni d’interesse. Il primo di questi è quello di Gołuchów, fortificato nel primo Rinascimento e per secoli residenza sontuosa dei governanti locali; dal 1951 è parte del Museo nazionale di Poznan. Il secondo è quello di Kórnik, sempre a Poznan, che ospita un museo con un’importante galleria d’arte, oltre ad essere la sede della Biblioteca dell’Accademia polacca delle Scienze ed essere circondato da quaranta ettari di arboreto.

Il terzo si chiama castello di Wojnowice – in stile gotico rinascimentale – costruito a forma di ferro di cavallo su una fattoria del XIII secolo; purtroppo non è visitabile dai turisti fin dal 2014. La fortezza di Lapalice fu costruita nel 1979 da Piotr Kazimierczyk, ed è incompiuta, situata in un bosco in mezzo al nulla su un lembo di terra affacciata su di un lago.

Il castello di Ogrodzieniec invece è protetto da alte rocce e chiuso da un muro naturale in pietra, cui si accede solo tramite una fessura nella roccia: baluardo per eccellenza per le guerre contro gli svedesi, al momento ospita tornei cavallereschi, feste folk e spesso diviene set per riprese cinematografiche. Il castello di Moszna fu sede anche del centro terapia e nevrosi (ospedale): possiede 365 camere e 99 tra torri e pinnacoli. Il castello reale di Bobolice, edificato nel XIV secolo per volere del re Casimiro III il Grande, pare sia infestato dai fantasmi di due giovani amanti che custodirebbero un immenso tesoro.

Costruito su una roccia di possente granito, è il castello di Czocha, ed è così fin dal XIII secolo, nel cui cortile si trova “il pozzo delle mogli infedeli” in stile rinascimentale. Il castello di Niedizca e quello di Malbork risalgono entrambi al XIV secolo, ma il primo si trova a un’altitudine di 566 m.s.l.m, ed è stato il centro delle relazioni polacco-ungheresi del passato; il secondo fu invece costruito dall’Ordine dei Cavalieri Teutonici, e aveva come nome originario Marienburg, in altre parole “castello di Maria”, ed era un ex convento. È divenuto patrimonio UNESCO nel ’97 in quanto “edificio in mattoni più grande mai costruito dall’uomo”.