Con la conferenza stampa del CT Luigi Di Biagio si è conclusa la seconda fase della preparazione in vista del Campionato Europeo. I 23 convocati si riuniranno domenica entro ore 12.00 presso il Centro Sportivo ‘Fulvio Bernardini’. Il tecnico, durante la conferenza, ha parlato delle scelte effettuate, delle prime impressioni sul torneo e delle aspettative, a 8 giorni dal calcio di inizio.

Scelte difficili e sacrifici: “Avevo 30 giocatori che sarebbero potuti venire in Polonia. Ho dovuto fare delle scelte dolorose perché ho dovuto lasciare a casa ragazzi che hanno dato tanto in questo biennio, ma è quello che richiede il mio ruolo.

Voglia e determinazione: “La voglia e la determinazione l’hanno messa tutti, l’allenatore deve vedere tante sfumature che da fuori non si vedono. Al di là di questo ci sono stati infortuni negli ultimi mesi hanno pregiudicato la condizione di alcuni giocatori”.

Rapporto con Ventura: Come è giusto che sia i giocatori che servono alla Nazionale Maggiore devono andare con la Nazionale Maggiore e nel momento in cui possiamo prenderli li prendiamo. L’esempio è Gagliardini, nella gara con l’Uruguay c’è stato l’infortunio di Marchisio e di conseguenza Ventura ha avuto bisogno di un centrocampista; tutto nella norma”. Il gruppo: “Ci sono ragazzi che lavorano con me da diverso tempo. Alcuni ragazzi come Bernardeschi lavorano con me da quattro anni. Non ci saranno problemi”. I favoriti: “Forse siamo la nazionale più forte degli ultimi 20 anni in tutti i reparti ma questo non basta. Ho spiegato ai ragazzi che ci sarà da soffrire e che solo dando il massimo possiamo andare sino in fondo, sono convinto che avranno le motivazioni giuste. Sono sempre stato fiducioso, anche nei momenti in cui eravamo più in difficoltà, figuriamoci oggi che siamo una grandissima squadra”.

Il primo ostacolo Danimarca: “Nel giugno scorso abbiamo fatto fatica con loro, ma abbiamo avuto almeno 6/7 occasioni per segnare. Ci metterei la firma ad avere sempre tutte queste occasioni. L’importante è arrivare davanti alla porta, poi magari arriverà la partita in cui riusciremo a fare due gol con i primi tre tiri”.

La tattica: “E’ una squadra abituata a giocare con il 4-4-1-1, 4-3-3 o con il 4-4-2. I numeri però valgono fino a un certo punto, conta l’organizzazione e il modo di giocare. La differenza la faranno di giocatori”. Vittoria finale: “Non so dire la percentuale, perché è un Europeo molto difficile. Sono tre gironi da quattro e passa soltanto la prima. Già il primo match sarà un ottavo di finale da dentro o fuori. Siamo fiduciosi, possiamo arrivare in fondo, dobbiamo pensare in grande, senza dimenticare quello che abbiamo vissuto in passato. Dobbiamo essere pronti a capire le difficoltà che avremo”.

Condizione fisica e atletica: “Abbiamo fatto dei lavori specifici per ritrovare la condizione di qualche ragazzo. Fa caldo. I ragazzi hanno dato tutto, ed era quello che volevamo. Abbiamo concluso il ritiro con una partitella, e anche voi avete sentito che caldo faceva. Era difficile tenere un ritmo alto, ma siamo contenti”. Paragoni con le Under 21 del passato: “Ho detto tempo fa che è la Nazionale più forte degli ultimi venti anni in tutti i reparti. Però questo non basta, sappiamo tutti cosa vuol dire andare in campo e non dare il massimo. Ai ragazzi chiederò di dare il massimo, non di vincere le partite, al di là dei nomi e del blasone”.